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Consultazioni, Psicodiagnosi e Psicoterapie con preadolescenti, adolescenti e giovani adulti

Da punto di vista metodologico, la legge ci obbliga a incontrare i minori solo dopo aver ottenuto la l’autorizzazione scritta da entrambi i genitori o gli esercenti la patria potestà. Per questo si è soliti far precedere alla prima visita almeno un incontro con i genitori per risolvere le questioni burocratiche e amministrative e reperire attraverso un’intervista o dei colloqui anamnestici tutti gli elementi della storia personale, familiare e scolastica necessari a chiarire natura e ampiezza del problema e a definire tempi e modi più indicati per intervenire.

 Anche con i ragazzi già maggiorenni può essere utile condurre questo tipo di indagine preliminare, ma generalmente lascio loro la possibilità di decidere liberamente sulla possibilità  di coinvolgere i familiari. In alcune situazioni sostenere la richiesta di escluderli dallo spazio della terapia può essere uno step determinante per il successo terapeutico. Con i Giovani Adulti concordo di volta in volta, sulla base delle esigenze del percorso terapeutico, la necessità e l’evenienza di qualsiasi azione in direzione di terze parti.

Nelle attività con i minori è fondamentale invece poter contare su una buona alleanza di lavoro con i genitori, spesso infatti il contesto familiare e sociale di appartenenza può influenzare significativamente il benessere dei ragazzi. L’inizio di un percorso psicologico e psicoterapeutico inoltre desta grande preoccupazione in famiglia e mi preme che gli adulti di riferimento possano sentirsi accolti, rassicurati e sempre informati sull’andamento dei lavori. Per questo mi è utile svolgere perlomeno occasionali incontri di restituzione e verifica con i genitori, soprattutto per i più giovani. In generale lascio liberi gli adolescenti di decidere se essere o meno presenti.

La questione del vincolo di segretezza con bambini e ragazzi è una questione complessa. Ciò che deve poter essere garantito dalla maggiore età in poi e che deve poter essere tutelato almeno in una certa misura negli adolescenti così come prescritto anche dalla fisiologia delle crescita, non è ovviamente vincolante con i più piccoli. La minore età determina per legge e per necessità cliniche l’opportunità di condividere le informazioni con la coppia genitoriale o chi ne fa le veci. 

Anche con i ragazzi è utile prevedere qualche colloquio preliminare di valutazione per comprendere la natura delle difficoltà e pianificare adeguatamente l’intervento. Con adolescenti e giovani adulti verranno concordati direttamente modi, tempi ed obiettivi dell’intervento. Gli incontri potranno svolgersi in presenza oppure online a seconda delle necessità, con frequenza settimanale o bimensile, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.


Dott.ssa Katia Buonanno
Psicologa Psicoterapeuta a Parma

P.I. 02709280347

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