• Home
  • Il Mio Approccio alla Psicoterapia

Il Mio Approccio alla Psicoterapia

Dott.ssa Katia Buonanno

Il Mio Approccio alla Psicoterapia

Il mio percorso formativo: dalle radici psicoanalitiche all'integrazione evidence-based

Il mio percorso professionale nasce all'interno di una formazione psicoanalitica, con un'attenzione particolare ai processi evolutivi dell'adolescenza e della prima età adulta.

Nei primi anni di lavoro clinico mi sono occupata prevalentemente di adolescenti e giovani adulti, accompagnando passaggi identitari complessi, crisi evolutive, difficoltà relazionali e trasformazioni profonde della rappresentazione di sé.

L'impianto psicoanalitico mi ha fornito strumenti fondamentali per comprendere:

  • il funzionamento emotivo profondo
  • le dinamiche inconsce che orientano le relazioni
  • la costruzione dell'identità nel tempo
  • il ruolo delle esperienze precoci nella strutturazione del Sé

Questo tipo di formazione ha consolidato uno sguardo clinico attento alla complessità, alla storia personale e ai significati simbolici delle esperienze.

L'integrazione con la psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione

Nel tempo ho avvertito la necessità di affiancare alla profondità interpretativa un impianto metodologico più strutturato, orientato a obiettivi concreti e verificabili.

Ho quindi conseguito una seconda specializzazione triennale in psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione, approfondendo modelli centrati su:

  • regolazione emotiva
  • flessibilità psicologica
  • lavoro sui processi cognitivi ed esperienziali
  • integrazione tra pensiero, emozione e comportamento

Le terapie di terza generazione mi hanno permesso di integrare strumenti attivi e misurabili all'interno di una cornice clinica che non perde di vista la storia e l'identità della persona.

Questa integrazione ha reso il mio lavoro più strutturato, più chiaro nella definizione degli obiettivi e più orientato al cambiamento concreto.

Dall'integrazione teorica alla psicotraumatologia

L'esperienza clinica con giovani adulti e adulti mi ha progressivamente portata a confrontarmi con situazioni in cui il disagio non era solo evolutivo, ma legato a eventi critici che avevano interrotto la continuità del Sé.

Separazioni improvvise, malattie, lutti, fallimenti, eventi destabilizzanti o traumatici possono produrre non solo sintomi, ma una frattura nella narrazione personale.

Questa osservazione ha orientato il mio interesse verso la psicotraumatologia e il trattamento del trauma psicologico.

Ho approfondito la formazione in EMDR e nei protocolli evidence-based per la rielaborazione delle memorie traumatiche, integrando strumenti specifici per il trattamento dello shock post-evento e delle esperienze emotivamente sconvolgenti.

Un modello integrato: profondità, struttura e innovazione

Oggi la mia pratica si fonda su un modello integrato che unisce:

  • comprensione psicodinamica dei processi identitari
  • struttura metodologica cognitivo-comportamentale
  • EMDR per il trattamento del trauma
  • tecniche di regolazione emotiva
  • utilizzo mirato di strumenti clinico-tecnologici, inclusa la realtà virtuale

La base psicoanalitica mi consente di mantenere uno sguardo profondo e non riduzionista.

La formazione cognitivo-comportamentale di terza generazione mi permette di intervenire in modo strutturato e orientato al cambiamento.

La psicotraumatologia offre strumenti specifici per intervenire quando un evento ha prodotto un impatto persistente sul sistema emotivo.

Non considero questi approcci come modelli alternativi, ma come prospettive complementari che si integrano in funzione della persona e della situazione clinica.

Identità professionale attuale

La mia identità professionale è il risultato di un percorso evolutivo coerente. Non si tratta di accumulare tecniche, ma di costruire nel tempo un assetto clinico capace di coniugare:

  • profondità di comprensione
  • chiarezza metodologica
  • responsabilità scientifica
  • flessibilità operativa

Lavoro con giovani adulti e adulti che attraversano:

  • crisi evolutive
  • difficoltà relazionali
  • stati d'ansia persistente e difficoltà emotive
  • rotture identitarie
  • conseguenze di eventi traumatici o stressanti

L'obiettivo non è solo ridurre il sintomo, ma favorire una riorganizzazione stabile e una maggiore coerenza interna.

Perché un approccio integrato fa la differenza

Ogni persona porta una storia unica, ma non tutte le difficoltà hanno la stessa origine né richiedono lo stesso tipo di intervento.

Un approccio esclusivamente interpretativo può essere insufficiente quando è necessario intervenire su sintomi intensi o su memorie traumatiche non elaborate. Allo stesso modo, un intervento puramente protocollare può risultare limitato quando il disagio affonda le radici in processi identitari complessi.

Un modello integrato consente di adattare il metodo alla persona, e non il contrario.

Nel mio lavoro questo significa poter:

  • comprendere in profondità la storia e i significati personali dell'esperienza
  • definire obiettivi chiari e realistici
  • intervenire in modo strutturato quando necessario
  • integrare strumenti specifici per il trattamento del trauma
  • utilizzare tecnologie cliniche quando utili, senza perdere centralità delle relazioni

Profondità e concretezza

La formazione psicoanalitica mi consente di leggere il funzionamento interno e le dinamiche relazionali nel loro sviluppo nel tempo.

La specializzazione cognitivo-comportamentale di terza generazione mi permette di lavorare su processi attuali come:

  • regolazione emotiva
  • rigidità cognitiva
  • evitamento esperienziale
  • difficoltà di flessibilità psicologica

L'EMDR e la psicotraumatologia offrono strumenti specifici quando un evento ha lasciato una traccia persistente sul sistema emotivo.

Questa integrazione evita interventi parziali e consente un lavoro più completo e mirato.

Un intervento calibrato sulla complessità

Non tutte le persone necessitano di un trattamento focalizzato sul trauma. Non tutte le difficoltà sono esclusivamente evolutive o relazionali.

La possibilità di integrare prospettive diverse permette di:

  • modulare l'intensità dell'intervento
  • scegliere strumenti adeguati alla fase del percorso
  • evitare rigidità teoriche
  • mantenere coerenza metodologica

L'obiettivo non è applicare un modello, ma costruire un percorso clinico coerente con la specificità della situazione.

Stabilità nel tempo

Un approccio integrato non mira solo alla riduzione dei sintomi, ma alla costruzione di una stabilità più duratura. Lavorare sulla regolazione emotiva, sulla rielaborazione delle esperienze critiche e sulla riorganizzazione del Sé significa intervenire su livelli diversi del funzionamento psicologico.

Questo consente di:

  • ridurre l'impatto di eventi passati
  • aumentare la capacità di affrontare situazioni future
  • sviluppare maggiore consapevolezza e coerenza interna

Dott.ssa Katia Buonanno
Psicoterapia, Trauma e Innovazione clinica

Mi occupo di

  • Consulenza psicologica e Sostegno
  • Psicoterapia individuale
  • Gestione delle emozioni o dello stress
  • Psicotraumatologia
  • Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Psicoterapia del Giovane Adulto
  • Psicoterapia con realtà virtuale

Iscrizione Albo n. 7525
P.I. 02709280347

© 2025. «powered by Psicologi Italia». È severamente vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine e dei contenuti di questo sito.
www.psicologi-italia.it