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Il Mio Metodo

Dott.ssa Katia Buonanno

Il Mio Metodo

Il metodo come struttura e responsabilità

La psicoterapia non è una conversazione indefinita né uno spazio generico di ascolto.

È un processo clinico con una struttura, una direzione e una responsabilità condivisa.

Nel mio lavoro il metodo non è un'etichetta teorica, ma un'organizzazione concreta dell'intervento. Ogni percorso nasce da una valutazione approfondita e si sviluppa attraverso fasi riconoscibili, che consentono alla persona di orientarsi e comprendere cosa sta accadendo nel processo terapeutico.

Credo in una psicoterapia che unisca:

  • profondità di comprensione
  • chiarezza degli obiettivi
  • strumenti verificabili
  • flessibilità rispetto alla complessità individuale

Questo significa che non applico un protocollo standardizzato indistintamente, ma non lavoro nemmeno in modo improvvisato o puramente intuitivo. Il metodo è ciò che garantisce coerenza e continuità nel tempo.

La fase di valutazione clinica

Ogni percorso inizia con una fase di valutazione strutturata.

Questa fase non è una semplice raccolta di informazioni, ma un lavoro clinico attivo che permette di comprendere:

  • la natura della difficoltà attuale
  • la storia personale e relazionale
  • eventuali eventi critici o traumatici
  • le modalità abituali di regolazione emotiva
  • i pattern relazionali ricorrenti
  • le risorse già presenti

Durante questa fase esploriamo non solo “cosa sta succedendo”, ma anche “come funziona” il sistema emotivo della persona.

Ad esempio, due persone possono presentare sintomi simili di ansia, ma:

  • una può avere una base prevalentemente relazionale
  • un'altra può essere in stato di iperattivazione post-traumatica
  • un'altra ancora può vivere un blocco evolutivo legato a una fase di transizione

La valutazione serve a distinguere questi livelli, evitando interventi superficiali o parziali.

Solo dopo questa fase è possibile definire un piano di lavoro coerente, che individui tecniche e metodi più efficaci per il problema.

Definizione degli obiettivi

Una psicoterapia efficace richiede obiettivi chiari.

Non significa fissare traguardi rigidi o prestazioni da raggiungere, ma individuare insieme:

  • cosa si desidera modificare
  • quali aspetti generano maggiore sofferenza
  • quali cambiamenti sono realistici
  • quali risorse possono essere potenziate

In alcuni casi l'obiettivo è ridurre l'iperattivazione e stabilizzare il sistema emotivo.

In altri è lavorare su schemi relazionali ripetitivi.

In altri ancora è rielaborare un evento traumatico che continua a influenzare il presente.

La chiarezza sugli obiettivi aumenta il senso di direzione e riduce la percezione di smarrimento che spesso accompagna chi inizia un percorso.

L'intervento integrato

Il mio modello integra tre grandi dimensioni:

  1. Comprensione psicodinamica

    La formazione psicoanalitica mi consente di leggere i processi identitari nel loro sviluppo nel tempo.

    Questo significa prestare attenzione a:

    • significati simbolici delle esperienze
    • dinamiche relazionali interiorizzate
    • modalità di attaccamento
    • conflitti interni

    Questa prospettiva aiuta a comprendere la radice dei vissuti, evitando di lavorare esclusivamente sulla superficie sintomatica.

  2. Struttura cognitivo-comportamentale di terza generazione

    La seconda specializzazione in CBT di terza generazione ha arricchito il mio lavoro con strumenti orientati ai processi.

    Intervengo su:

    • regolazione emotiva
    • evitamento esperienziale
    • rigidità cognitiva
    • autocritica pervasiva
    • schemi relazionali

    Le tecniche non vengono applicate in modo meccanico, ma integrate nel percorso.

    Questo consente di lavorare attivamente sul presente, potenziando capacità concrete.

  3. Psicotraumatologia ed EMDR

    Quando la sofferenza è legata a un evento critico o traumatico, il lavoro richiede strumenti specifici.

    L'EMDR permette di:

    • rielaborare memorie disturbanti
    • ridurre l'intensità emotiva associata ai ricordi
    • modificare convinzioni negative radicate
    • favorire integrazione adattiva

    Non si tratta di “rivivere” l'evento in modo destabilizzante, ma di permettere al sistema nervoso di elaborare ciò che è rimasto bloccato.

Tecnologia come strumento, non sostituto

Integro, quando indicato, strumenti clinico-tecnologici, inclusa la realtà virtuale per protocolli specifici di esposizione e regolazione. La tecnologia non è un elemento spettacolare né una scorciatoia. È uno strumento operativo che amplia le possibilità di intervento, mantenendo centrale la relazione terapeutica.

Monitoraggio e consolidamento

Un percorso terapeutico non termina quando il sintomo si attenua. Il lavoro prosegue nella fase di consolidamento, che consente di:

  • stabilizzare i cambiamenti
  • verificare la generalizzazione nella vita quotidiana
  • prevenire ricadute
  • rafforzare autonomia

L'obiettivo finale è che la persona sviluppi strumenti interni sufficientemente solidi da non dipendere dal contesto terapeutico e conseguire una stabilità nel tempo dei risultati conseguiti.

Una psicoterapia orientata alla stabilità

Non propongo soluzioni rapide o rassicurazioni superficiali.

Il mio lavoro è orientato a:

  • costruire stabilità emotiva
  • favorire integrazione delle esperienze
  • rafforzare coerenza identitaria
  • sviluppare flessibilità psicologica

La psicoterapia è un processo che richiede tempo, partecipazione e responsabilità condivisa.

Ma quando è strutturata e coerente, produce cambiamenti profondi e duraturi.


Dott.ssa Katia Buonanno
Psicoterapia, Trauma e Innovazione clinica

Mi occupo di

  • Consulenza psicologica e Sostegno
  • Psicoterapia individuale
  • Gestione delle emozioni o dello stress
  • Psicotraumatologia
  • Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Psicoterapia del Giovane Adulto
  • Psicoterapia con realtà virtuale

Iscrizione Albo n. 7525
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