

La frattura improvvisa della sicurezza
Il trauma da shock è legato a un evento improvviso, circoscritto nel tempo, che interrompe bruscamente la percezione di sicurezza e continuità.
Si tratta di esperienze che avvengono in modo inatteso e travolgente, senza che la persona abbia il tempo psicologico di prepararsi o di attivare adeguate strategie di coping.
Esempi frequenti includono:
In questi casi l'organismo reagisce attivando i sistemi neurobiologici di sopravvivenza. Il problema non è la reazione in sé — che è fisiologica — ma il fatto che possa rimanere "incastrata" nel tempo.
Durante un evento traumatico da shock, il cervello emotivo prende il sopravvento sulle funzioni riflessive.
L'evento viene registrato in uno stato di elevata attivazione neurofisiologica. Se l'intensità supera la finestra di tolleranza della persona, la memoria può non essere integrata correttamente.
Si attivano principalmente due modalità:
L'evento non viene archiviato come un ricordo del passato, ma rimane "attuale" nel corpo. Anche in assenza di pericolo reale, il sistema nervoso continua a reagire come se la minaccia fosse presente.
Il trauma da shock può manifestarsi in modo evidente oppure più sfumato.
Tra i segnali più comuni:
Alcune persone riferiscono:
"Da quel giorno mi sento sempre in tensione."
"È come se potesse succedere di nuovo da un momento all'altro."
Oppure, nella modalità opposta:
"Non sento più niente."
Entrambe le reazioni rappresentano tentativi del sistema nervoso di proteggere l'organismo.
L'intervento clinico richiede gradualità, sicurezza e una cornice strutturata. L'obiettivo non è rivivere l'evento, ma permettere al sistema nervoso di completare un processo rimasto interrotto.
Stabilizzazione e ripristino della sicurezza
La prima fase è orientata alla regolazione.
Si lavora su:
Questa fase è essenziale per ridurre il rischio di riattivazioni destabilizzanti durante la rielaborazione.
La persona deve poter sperimentare che il presente è diverso dal passato.
Rielaborazione con EMDR
Nel trattamento dei traumi da shock, l'EMDR è particolarmente indicato.
Attraverso protocolli specifici e stimolazione bilaterale, si facilita l'elaborazione adattiva della memoria traumatica.
Il lavoro terapeutico permette di:
La persona rimane sempre in controllo del processo.
La rielaborazione è progressiva e rispettosa dei tempi individuali.
Integrazione e ritorno alla continuità
Una volta elaborata la memoria traumatica, il lavoro si orienta verso:
Il trauma non viene cancellato, ma perde la sua carica di minaccia attuale.
L'esperienza torna a essere un ricordo collocato nel passato, non più una realtà che invade il presente.
È opportuno considerare un percorso specifico quando:
Non è necessario soddisfare i criteri completi di un disturbo post-traumatico per beneficiare di un intervento mirato.
Anche un singolo evento può alterare profondamente il senso di stabilità interna.
Il trattamento del trauma da shock mira a:
Il trauma da shock rappresenta una frattura improvvisa.
Il lavoro terapeutico permette di trasformare quella frattura in un'esperienza integrata, restituendo alla persona libertà di movimento interno e capacità di abitare nuovamente il presente con maggiore stabilità e fiducia.
Dott.ssa Katia Buonanno
Psicoterapia, Trauma e Innovazione clinica
Iscrizione Albo n. 7525
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