

Quando la cura diventa esperienza destabilizzante
Una parte significativa della psicotraumatologia riguarda il trauma legato a esperienze mediche.
Interventi chirurgici, ricoveri prolungati, diagnosi complesse, percorsi di procreazione medicalmente assistita, terapie invasive o effetti collaterali severi possono avere un impatto che va ben oltre l'aspetto sanitario.
Anche quando l'intervento è riuscito dal punto di vista clinico, l'esperienza soggettiva può risultare profondamente destabilizzante.
Nel trauma medico il corpo — che abitualmente rappresenta continuità e affidabilità — diventa improvvisamente luogo di vulnerabilità, imprevedibilità o minaccia.
La fiducia nel proprio funzionamento può incrinarsi.
Il senso di sicurezza interna può venire meno.
Il trauma medico presenta alcune peculiarità cliniche:
Spesso è presente un elemento paradossale:
la stessa situazione che dovrebbe garantire cura e protezione viene vissuta come fonte di allarme.
In molti casi la persona riferisce:
"Razionalmente so che era necessario, ma dentro di me qualcosa si è rotto."
Questo scarto tra comprensione cognitiva e risposta emotiva è un elemento centrale del lavoro terapeutico.
Durante un'esperienza medica percepita come minacciosa, il sistema nervoso può attivare risposte di:
In alcuni casi si sviluppa una marcata sensibilizzazione interocettiva:
ogni minima variazione corporea viene interpretata come segnale di pericolo.
Il corpo non è più vissuto come alleato, ma come possibile fonte di allarme.
Questo può generare:
L'intervento psicotraumatologico mira a ripristinare sicurezza, integrazione e fiducia corporea.
Rielaborazione dell'esperienza
Attraverso un lavoro strutturato, la memoria dell'evento viene progressivamente integrata.
L'obiettivo è:
In questo ambito, l'utilizzo dell'EMDR consente di elaborare sia i momenti critici (diagnosi, intervento, complicazione) sia le immagini o sensazioni corporee rimaste attive nel presente.
Il processo è graduale e calibrato sulla capacità di regolazione della persona.
Reintegrazione del rapporto con il corpo
Nel trauma medico il corpo è spesso il principale teatro della frattura.
Il lavoro clinico include:
L'obiettivo non è negare la vulnerabilità, ma trasformarla in consapevolezza regolata.
Il corpo può tornare a essere esperienza abitabile, non costante fonte di minaccia.
Riduzione dell'ansia anticipatoria e ricostruzione del controllo
Molte persone, dopo un evento medico traumatico, vivono in uno stato di attesa ansiosa:
Il lavoro terapeutico aiuta a:
Il controllo non viene inteso come illusione di invulnerabilità, ma come possibilità di scelta consapevole.
Dott.ssa Katia Buonanno
Psicoterapia, Trauma e Innovazione clinica
Iscrizione Albo n. 7525
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