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Perché scegliere un percorso con me

Dott.ssa Katia Buonanno

Competenza, integrazione e responsabilità clinica

Scegliere un percorso psicoterapeutico non è una decisione neutra.
Non si tratta solo di trovare uno spazio di ascolto, ma di affidarsi a un metodo, a una posizione clinica e a un modo di lavorare.

A Parma l’offerta di psicoterapia è ampia e diversificata.
Esistono orientamenti teorici differenti, stili di intervento diversi e livelli di specializzazione variabili.

La scelta non dovrebbe basarsi soltanto sulla disponibilità o sulla vicinanza geografica, ma sulla coerenza tra il proprio momento di vita e con il tipo di approccio proposto.

  1. Un modello integrato, non rigido

    Una delle caratteristiche distintive del mio lavoro è l’integrazione tra prospettive diverse.

    La mia formazione comprende:

    • specializzazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica e lavoro sui processi identitari
    • perfezionamento triennale post specialità in psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione
    • formazione in EMDR e psicotraumatologia
    • abilitazione all’uso clinico di nuove tecnologie come la realtà virtuale

    Questo significa che il percorso non è vincolato a un’unica lettura teorica.

    Non lavoro esclusivamente sul passato.
    Non lavoro esclusivamente sul sintomo.
    Non applico protocolli in modo standardizzato.

    Integro strumenti differenti in funzione della persona e della fase del percorso.

    Questa flessibilità metodologica permette di evitare interventi parziali e di modulare il lavoro in modo più preciso, in base ai momenti e alle necessità

  2. Competenza nei momenti di trasformazione

    Molte persone cercano aiuto quando si trovano in una fase di trasformazione significativa.

    Crisi relazionali.

    Cambiamenti professionali.

    Eventi traumatici.

    Perdite.

    Transizioni evolutive.

    Il mio lavoro si è strutturato nel tempo attorno a questi passaggi critici.

    Non mi occupo solo di riduzione dell’ansia o gestione dello stress in senso generico, ma di accompagnare processi di riorganizzazione del Sé.

    Questo comporta:

    • attenzione alla continuità identitaria
    • lavoro sulla regolazione emotiva
    • rielaborazione di esperienze destabilizzanti
    • ricostruzione di progettualità

    La sofferenza non viene ridotta a un sintomo isolato, ma compresa nel contesto della storia personale.

  3. Psicotraumatologia integrata

    Quando un evento ha prodotto una frattura emotiva, il trattamento richiede strumenti specifici.

    L’EMDR e i protocolli di psicotraumatologia consentono di intervenire su memorie che continuano a influenzare il presente.

    Tuttavia, la rielaborazione del trauma non è un intervento tecnico isolato.

    È inserita in una cornice più ampia che tiene conto di:

    • struttura di personalità
    • dinamiche relazionali
    • convinzioni radicate
    • fase evolutiva

    Questo evita un approccio puramente tecnicistico e permette un lavoro più completo.

  4. Chiarezza metodologica

    Un percorso con me non è indefinito.

    Ogni fase viene condivisa:

    • valutazione iniziale
    • definizione degli obiettivi
    • scelta degli strumenti
    • verifica dei progressi

    La trasparenza metodologica aumenta il senso di orientamento e riduce la sensazione di “perdersi” nel percorso.

    Non propongo soluzioni rapide o rassicurazioni superficiali.

    Propongo un lavoro strutturato e sostenibile.

  5. Centralità della relazione, senza improvvisazione

    La relazione terapeutica è il cuore del percorso. Tuttavia, la relazione non è lasciata alla spontaneità.

    È sostenuta da un metodo e da una cornice professionale chiara.

    Questo significa:

    • rispetto dei confini
    • responsabilità etica
    • attenzione alla complessità
    • equilibrio tra empatia e struttura

    La relazione non è fusione, ma spazio di lavoro, pur entro uno stile pragmatico e informale

  6. Innovazione responsabile

    L’integrazione di strumenti clinico-tecnologici, inclusa la realtà virtuale, rappresenta un’estensione delle possibilità terapeutiche. L’innovazione non viene utilizzata per effetto scenico, ma quando è clinicamente indicata. La tecnologia rimane uno strumento, non il centro dell’intervento.

    Questo permette di:

    • lavorare su ansia, fobie ed evitamenti in modo controllato
    • ampliare la finestra di tolleranza
    • sperimentare esposizioni graduali in sicurezza
  7. Un percorso che seleziona

    Non tutti i percorsi sono adatti a tutti.

    Il lavoro che propongo richiede:

    • disponibilità a mettersi in discussione
    • continuità
    • partecipazione attiva
    • capacità di affrontare momenti di rielaborazione complessa

    Chi cerca esclusivamente una rassicurazione immediata o una soluzione sintomatica rapida potrebbe non trovare in questo approccio ciò che desidera.

    Chi invece desidera un lavoro strutturato, profondo e orientato alla stabilità nel tempo può trovare uno spazio coerente.

Una scelta consapevole

Scegliere un percorso con me significa scegliere:

  • un modello integrato
  • competenza nei passaggi critici
  • attenzione ai processi identitari
  • strumenti evidence-based
  • metodo chiaro
  • responsabilità clinica

Non si tratta di trovare “la terapeuta migliore”, ma di individuare la professionista più coerente con il proprio momento di vita e con il tipo di lavoro che si è disposti a intraprendere.

A chi è indicato questo percorso

Il mio lavoro è indicato per giovani adulti e adulti che desiderano comprendere in modo approfondito ciò che stanno vivendo e affrontare il disagio in modo strutturato.

È particolarmente indicato per chi:

  • sta attraversando una crisi personale o relazionale significativa
  • ha vissuto un evento improvviso o destabilizzante
  • percepisce un cambiamento profondo nella propria identità
  • vive stati di ansia persistente o difficoltà nella regolazione emotiva
  • sente di aver perso continuità o direzione nella propria vita
  • desidera un percorso fondato su metodo e chiarezza, non solo ascolto generico

È adatto a persone motivate a mettersi in discussione e a lavorare in modo attivo sul proprio funzionamento emotivo e relazionale.

Il percorso è strutturato, ma non rigido. Richiede partecipazione, riflessione e disponibilità al cambiamento. Il lavoro è orientato alla trasparenza, all’onesta e alla collaborazione attiva, entro un clima empatico, non giudicante e informale.

Quando può non essere il percorso più adatto

Non tutti i momenti richiedono una psicoterapia strutturata.

Può essere utile orientarsi verso altre risorse quando:

  • la difficoltà è esclusivamente situazionale e transitoria
  • è necessario prioritariamente un intervento medico o psichiatrico urgente
  • non vi è disponibilità a un lavoro continuativo e condiviso
  • si ricerca un intervento esclusivamente sintomatico e immediato

La chiarezza iniziale è fondamentale. Nel primo colloquio valuto insieme alla persona l’indicazione più adeguata, anche quando questo significa orientare verso un’altra tipologia di intervento.

Un lavoro che richiede responsabilità condivisa

La psicoterapia non è un servizio passivo. È un processo collaborativo che implica:

  • definizione di obiettivi realistici
  • continuità nel lavoro
  • disponibilità a esplorare aspetti complessi della propria storia
  • capacità di tollerare momenti di confronto e rielaborazione

La relazione terapeutica è uno spazio protetto ma attivo, in cui il cambiamento avviene attraverso consapevolezza, integrazione e progressiva riorganizzazione del funzionamento emotivo.

Tempi e andamento del percorso

Ogni percorso ha tempi differenti.

Alcune situazioni possono beneficiare di un intervento focalizzato e relativamente breve.
Altre richiedono un lavoro più approfondito, soprattutto quando coinvolgono traumi complessi o dinamiche identitarie radicate. La durata viene definita in modo condiviso, sulla base della valutazione iniziale e dell’evoluzione del percorso. Tempi, modi e obiettivi sono sempre concordati, condivisi e rinegoziabili. L’obiettivo non è prolungare inutilmente la terapia, ma costruire un cambiamento stabile e sostenibile nel tempo.

Un orientamento chiaro

Scegliere un percorso psicoterapeutico significa assumersi la responsabilità di un processo di cambiamento. Il mio ruolo è offrire competenza clinica, metodo e strumenti. Il percorso si costruisce insieme, nel rispetto della complessità individuale e dei tempi personali.


Dott.ssa Katia Buonanno
Psicoterapia, Trauma e Innovazione clinica

Iscrizione Albo n. 7525
P.I. 02709280347

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